atlante stellare per costellazione
La costellazione occupa una regione buia e dimenticata (almeno dagli astrofili) del cielo boreale; in questa regione sono presenti solo alcune stelle di quarta e di quinta magnitudine, pertanto dalle aree urbane, dove la magnitudine limite è inferiore, l’area di cielo occupata dalla Giraffa appare come un grande spazio vuoto privo di stelle, uno dei più estesi dell’intera volta celeste. A ciò si aggiunge la presenza di molte nubi oscure che mascherano la scia luminosa della Via Lattea, che avrebbe dovuto lambire la parte meridionale della costellazione. Le stelle più luminose della Giraffa sono solo di quarta magnitudine e si trovano tutte sull’estremità meridionale, a contatto con la Via Lattea; le altre regioni sono occupate solo da stelle di quinta grandezza e più deboli.
A ulteriore testimonianza della scarsa attenzione dimostrata da popoli e studiosi per questa regione di cielo, nessuna delle stelle della costellazione porta un nome proprio e solo tre riportano la nomenclatura di Bayer.
La Giraffa si presenta circumpolare per intero fino alle latitudini medio-basse boreali, mentre la parte più settentrionale arriva fino a pochi gradi dal polo nord celeste; dall’emisfero australe è invece non osservabile per gran parte delle sue latitudini.
Cassiopea è una delle costellazioni più caratteristiche e più riconoscibili del cielo settentrionale. Poiché è molto vicina al polo nord celeste, rimane visibile nel cielo per tutta la notte in tutta la fascia temperata dell’emisfero boreale (una tale costellazione viene detta circumpolare); nell’emisfero australe è visibile solo dalle zone tropicali. Rispetto al polo nord celeste, si trova opposta al Grande Carro: nell’emisfero boreale, quando Cassiopea è alta nel cielo, il Grande Carro è basso sull’orizzonte.
La costellazione ha un’estensione di 598 gradi quadrati ed è facilmente riconoscibile per la sua forma a W o a M, a seconda delle stagioni: durante l’autunno boreale si osserva altissima nel cielo in direzione nord e la sua orientazione la fa rassomigliare a una M; viceversa, nelle sere primaverili è rasente l’orizzonte settentrionale ed è orientata secondo la lettera W. Cassiopea si incastra fra Cefeo e Andromeda ed è attraversata per tutta la sua lunghezza dal piano della Via Lattea, apparendo perciò molto ricca di stelle.
Al di là delle sue cinque stelle più luminose, Cassiopea si estende notevolmente anche verso nord, occupando una vasta area di cielo dove la Via Lattea è fortemente oscurata dalle polveri interstellari in un’area particolarmente densa tanto da oscurare o distorcere la luce proveniente dalle stelle e dalle galassie lontane, rendendo alcune parti del cielo meno visibili.
Cassiopea è spesso usata come indicatore del tempo siderale: la stella più brillante in cima alla W, β Cassiopeiae, chiamata Caph, si trova quasi perfettamente a zero ore di Ascensione Retta e quindi una linea tracciata tra la Polare e β Cassiopeiae passerà vicino all’equinozio di primavera. L’angolo orario di questa linea è uguale al tempo siderale. Quindi, quando β Cassiopeiae si trova sul meridiano direttamente sopra il polo il tempo siderale è zero, quando è sul meridiano opposto il tempo siderale segna 12 ore, eccetera.
Schedar (Alpha Cassiopeiae) Tipo spettrale: K0, gigante arancione Magnitudine apparente: 2,24 (la più luminosa di Cassiopea) Descrizione: Schedar è una gigante rossa situata a circa 230 anni luce dalla Terra. È una stella di tipo K, che indica una fase avanzata della sua evoluzione stellare. Il suo nome deriva dall’arabo “al-Shaudhār” che significa “il seno” (riferito alla figura mitologica di Cassiopea). Cih (Beta Cassiopeiae) Tipo spettrale: B0, supergigante blu Magnitudine apparente: 2,26 Descrizione: Cih è una stella supergigante blu situata a circa 600 anni luce dalla Terra. È una delle stelle più luminose della costellazione e un esempio di stella di tipo spettrale B, che è molto calda e giovane. Navi (Gamma Cassiopeiae) Tipo spettrale: B0, variabile Magnitudine apparente: 1,62 Descrizione: Navi è una stella variabile, che cambia luminosità nel tempo. È situata a circa 550 anni luce dalla Terra e appartiene alla categoria delle stelle blu, molto calde e luminose. È una delle stelle più brillanti di Cassiopea. Ruchbah (Delta Cassiopeiae) Tipo spettrale: K0, gigante gialla Magnitudine apparente: 2,70 Descrizione: Ruchbah è una gigante gialla situata a circa 99 anni luce dalla Terra. È una stella di tipo K, che indica una fase più avanzata nella vita di una stella rispetto alle stelle di tipo solare. Il suo nome deriva dall’arabo “rukbah” che significa “ginocchio”, in riferimento alla posizione di Cassiopea nella mitologia.
Cèfeo (o Cefèo; in latino Cepheus) è una costellazione settentrionale raffigurante Cèfeo, leggendario re dell’Etiopia, marito di Cassiopea e padre di Andromeda.
La costellazione giace sulla Via Lattea e contiene alcuni oggetti famosi presso la comunità astronomica, come la stella variabile δ Cephei, prototipo della classe delle variabili Cefeidi classiche, e μ Cephei, la celebre Stella Granata, una delle stelle più grandi conosciut
Cefeo è una costellazione di dimensioni medio-grandi, estesa fra il Cigno e la stella polare; può essere individuata con facilità, dall’emisfero boreale, partendo dalla “W” della vicina Cassiopea: individuate le stelle α e β Cas (le prime due dell’asterismo), basta prolungare la linea congiungente le due stelle per circa 5 volte dalla parte di β, fino a trovare una stella bianca di seconda magnitudine, Alderamin; il resto della costellazione si estende in particolare verso nordest, dove si trovano alcune stelle di terza e quarta magnitudine che disegnano una figura simile a una gigantesca “matita” col vertice verso NNE.
La costellazione è attraversata dalla Via Lattea nelle sue regioni centro-meridionali ed è pertanto ricca di ammassi stellari e nebulosità; anche attraverso un semplice binocolo sono ben evidenti ricchi campi stellari, in particolare presso il confine col Cigno. La parte settentrionale invece si allontana dal piano galattico e risulta quindi più povero: mancando stelle e oggetti di rilievo questa zona appare molto più scura.
Cefeo è, dopo la costellazione dell’Orsa Minore, la più settentrionale della volta celeste, in quanto la sua punta più a nord dista 85′ d’arco dal Polo Nord celeste (J2000); tra circa 200 anni la precessione degli equinozi farà sì che questo ricada entro i confini di Cefeo, che sarà quindi di fatto la costellazione più settentrionale.
Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello estivo e autunnale, dall’emisfero nord, anche se, essendo una costellazione circumpolare fino a tutta la fascia temperata, è possibile osservarla in tutte le notti dell’anno. Dall’emisfero australe osservarla è invece difficoltoso e si mostra solo nelle regioni tropicali; a sud del Tropico del Capricorno non è mai osservabile.
Il poeta latino Virgilio chiama questa costellazione Anguis (“Serpente”) nelle Georgiche (I, 204-205 e 244-246): “[Quando si semina] Dobbiamo poi osservare le stelle d’Arturo e i giorni dei Capretti [nella costellazione dell’Auriga] e il brillante Serpente”; “Quassù [sul polo nord astronomico] scivola il Serpente con le sue pieghe sinuose e come un fiume passa intorno ed in mezzo alle due Orse…”.
Quella del Dragone è una delle costellazioni più grandi della volta celeste; si presenta completamente circumpolare fino alle latitudini temperate boreali, come le regioni del bacino del Mediterraneo. Il gruppo della testa è rappresentato da quattro stelle, le più luminose delle quali sono chiamate Eltanin e Rastaban: la prima possiede una grande importanza storica, poiché fu misurando la parallasse di questa stella che James Bradley scoprì nel 1725 il fenomeno dell’aberrazione della luce, che costituisce una delle prime prove della rotazione della Terra attorno al Sole.
Il resto della costellazione si snoda attorno al polo nord celeste, insinuandosi fra l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore, circondando quest’ultima sui lati est, sud ed ovest; le stelle del Dragone al di fuori del quadrilatero della testa sono per lo più di terza e quarta magnitudine, organizzate in allineamenti.
Circa 2700 anni fa il polo nord celeste si trovava in direzione di questa costellazione e in particolare nella parte della coda, all’altezza della stella Thuban (il cui nome significa: testa del serpente), che all’epoca era considerata la Stella Polare.
L‘Orsa Maggiore (in latino Ursa Major) è una costellazione tipica dei cieli boreali. Le sue sette stelle più luminose, raggruppate nel famoso asterismo del Grande Carro, sono visibili per tutto l’anno nell’emisfero nord e non tramontano mai a nord del 41°N (la latitudine di Napoli, Madrid e New York).
Questo gruppo di stelle è noto fin dai tempi più remoti e le storie che a esso si legano sono le più svariate: il riferimento all’asterismo come un orso (le quattro stelle orientali) inseguito da tre cacciatori (le tre di coda) è probabilmente il più antico mito a cui l’umanità faccia ancora riferimento.
Le stelle del Grande Carro sono chiamate, in ordine da est a ovest, Dubhe, Merak, Phecda, Megrez, Alioth, Mizar e Alkaid (o Benetnash), e sono state assegnate loro le lettere greche da α a η (vedi nomenclatura di Bayer), nello stesso ordine. Mizar ha una stella compagna chiamata Alcor, appena visibile a occhio nudo, che è un tradizionale test della vista. Entrambe le stelle sono in realtà doppie, e sono state, rispettivamente, la prima binaria visuale e la prima binaria spettroscopica scoperte.
La Stella Polare può essere trovata disegnando una linea tra Dubhe e Merak, all’estremo del Gran Carro, e prolungandola di cinque volte. Altre stelle come Arturo (α Boötis) e Spica (α Virginis) possono essere trovate prolungando invece il lato lungo.
Nel 1869, Richard. A. Proctor notò che, eccetto per Dubhe e Alkaid, le stelle del Gran Carro hanno tutte lo stesso moto proprio, che le porta verso un punto comune del Sagittario. Questo gruppo, noto ora come Associazione dell’Orsa Maggiore (Cr 285), del quale sono stati identificati alcuni altri membri, formava in passato un ammasso aperto.
Da allora le stelle dell’ammasso si sono disperse in una regione di circa 30 per 18 anni luce, posta a circa 75 anni luce di distanza, che è quindi il più vicino oggetto simile a un ammasso. Altre 100 stelle circa, inclusa Sirio, formano una “corrente” che ha lo stesso moto proprio, ma la loro relazione con l’ex-ammasso non è chiara. Il nostro Sistema Solare si trova sul bordo esterno di questa corrente, ma non ne fa parte, avendo un’età 40 volte superiore.
Oltre al Grande Carro, dalla cultura araba viene un altro antichissimo asterismo: il salto della gazzella, una serie di tre paia di selle:
Queste stelle si trovano lungo il bordo sudovest della costellazione, le zampe dell’orso.
È particolarmente nota perché al suo interno si trova il polo nord celeste, anche se la sua posizione è soggetta ad un continuo, lento spostamento a causa della precessione dell’asse di rotazione terrestre.
L’Orsa Minore è individuabile con facilità, sia perché le sue stelle più brillanti sono di seconda magnitudine, sia perché, una volta individuato il Grande Carro, si può individuare la Stella Polare, la stella più luminosa dell’Orsa Minore, utilizzando le due stelle più occidentali dell’asterismo dello stesso Grande Carro. Dall’emisfero boreale è una costellazione circumpolare, ossia non tramonta mai, restando visibile in ogni periodo dell’anno; dall’emisfero australe invece è sempre invisibile, tranne che in prossimità dell’equatore (eccetto la Stella Polare).
L’Orsa Minore contiene un asterismo chiamato colloquialmente Piccolo Carro, perché le sue stelle più brillanti formano un disegno simile a quello del Gran Carro nell’Orsa Maggiore. La stella all’estremo del Piccolo Carro è la Stella Polare, che si trova in posizione quasi coincidente col polo nord celeste. Le sue stelle possono essere anche utilizzate come scala per determinare la magnitudine limite di una notte: due stelle sono infatti di seconda magnitudine, una è di terza, tre di quarta e una di quinta; quando le stelle della costellazione sono tutte visibili, il cielo può definirsi in condizioni molto buone per l’osservazione.
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