come cambia il cielo?

le costellazioni primaverili

atlante stellare per costellazione

Bootes, il Guardiano dei Buoi - BOO

Il Boote è una grande costellazione dell’emisfero boreale, estesa particolarmente in declinazione; individuarla in cielo è estremamente facile, grazie alle tre stelle della coda del Grande Carro: proseguendo infatti la curvatura suggerita dal timone verso sud, si arriva a individuare una stella di colore marcatamente arancione, una fra le più brillanti del cielo. Questa stella è Arturo, la α Bootis; Arturo funge da base di un grande asterismo a forma di “Y”, dove tutte le sue stelle con l’eccezione di quella del vertice nordorientale fanno parte della costellazione del Boote. Un altro nome identificativo per la costellazione è “l’aquilone”.

La figura del Boote è dominante e caratteristica dei cieli primaverili ed estivi, in cui si presenta alta sull’orizzonte e quasi allo zenit dalle regioni temperate inferiori dell’emisfero boreale; dall’emisfero australe la sua visibilità risulta penalizzata, ma Arturo, trovandosi a una declinazione di +19°, è ben osservabile senza difficoltà da tutte le aree popolate della Terra.

Lo sciame meteorico delle Quadrantidi, che ha origine da questa costellazione, è così chiamato in onore della costellazione defunta Quadrans Muralis (che è adesso una parte del Boote); si tratta dello sciame più ricco dell’anno, che ha il suo culmine nelle ore prima dell’alba del 2 e 3 gennaio.

Boote | Boo

Coma Berenices, Chioma di Berenice - COM

La Chioma di Berenice è una costellazione di facile individuazione, nonostante non contenga alcuna stella luminosa; può essere scorta a nordest del Leone, ad ovest della brillante stella Arturo e a nord della Vergine. La sua caratteristica principale, che ha dato origine al nome della costellazione stessa, è una “chioma” di stelle di quarta e quinta magnitudine ben visibile in una notte non eccessivamente inquinata, che costituisce in realtà un gruppo di stelle fisicamente legato fra loro, un ammasso aperto in via di dissoluzione. Oltre a questo gruppo, la Chioma di Berenice comprende altre stelle di quarta magnitudine, in particolare sul lato orientale; la stella più brillante è la β Comae Berenices.

Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale va da marzo a agosto; nell’emisfero boreale è una figura tipica del cielo primaverile e dell’inizio dell’estate, quando si presenta molto alta nel cielo. Dall’emisfero australe si mostra mediamente più bassa sull’orizzonte settentrionale, ma non essendo una costellazione dalla declinazione fortemente boreale è ben visibile da tutte le aree popolate della Terra.

Chioma di Berenice | Com

Canes Venatici, i cani da caccia - CVN

Il Triangolo si individua con facilità a nord dell’Ariete e poco più a sud dell’area in cui si incontrano le due costellazioni di Andromeda e Perseo; in particolare, lo si può rintracciare a metà via sulla linea che congiunge le stelle Hamal (α Arietis) e Alamach (γ Andromedae). Nonostante le ridotte dimensioni, la sua individuazione non presenta particolari difficoltà, grazie al fatto che le sue tre stelle principali sono piuttosto ravvicinate fra loro, risaltando più facilmente alla vista. La distanza dalla scia del piano galattico non consente la presenza di ricchi campi stellari di fondo, ma ciò favorisce l’osservazione delle galassie esterne.

Il periodo più propizio per la sua osservazione ricade nei mesi compresi fra ottobre e marzo, sebbene nell’emisfero boreale sia osservabile anche per più tempo, dalla fine dell’estate alla primavera inoltrata; dall’emisfero australe la sua osservazione presenta delle difficoltà maggiori, dovute anche all’aumento delle ore di luce nei mesi compresi fra ottobre e dicembre.

Cani da Caccia | Cvn

Corona Borealis, Corona Boreale - CRB

La costellazione della Corona Boreale si individua con facilità, grazie ad un asterismo a forma di “Y” il cui vertice è rappresentato dalla brillante stella Arturo, la quarta stella più brillante del cielo ad occhio nudo; vista dall’emisfero nord, la stanghetta di “sinistra” della Y è rappresentata dalla stella Alphekka, una stella bianca di sequenza principale di magnitudine 2,2, dunque perfettamente osservabile anche dai centri urbani. Il resto della costellazione si dispone ad est e ad ovest di questa stella ed è rappresentata da un semicerchio di astri di terza e quarta grandezza.

La Corona Boreale è una figura tipica del cielo di primavera ed estate: dall’emisfero nord diventa ben visibile ad est nel cielo serale di fine febbraio, si mostra alta nel cielo nei mesi di maggio e giugno e nel corso dell’estate tende a declinare verso occidente, finché, alla fine di ottobre, non è più osservabile. Dall’emisfero sud si mostra invece piuttosto bassa sull’orizzonte settentrionale ed appare visibile solo nelle notti autunnali e di inizio inverno australe.

Corona Boreale | Crb

Corvus, il Corvo - CRV

La costellazione del Corvo ha delle dimensioni ridotte, ma nonostante ciò è molto facile da individuare, grazie alla presenza di alcune stelle di seconda e terza magnitudine disposte a formare un trapezio, che risalta notevolmente in un’area di cielo altrimenti povera di stelle brillanti; ciò fa sì che il Corvo sia osservabile con facilità anche dalle aree urbane. Le sue stelle principali, δ, γ, ε e β, formano un asterismo chiamato La Vela, a causa della loro disposizione che ricorda un’antica vela quadra. Le stelle γ e δ puntano in direzione della brillante Spica, la stella azzurra della costellazione della Vergine.

Il Corvo si trova nell’emisfero australe, mediamente una ventina di gradi a sud dell’equatore celeste. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra fine febbraio e metà luglio; la sua osservazione nelle ore della sera dall’emisfero boreale risulta tuttavia in parte penalizzata anche a causa della progressiva riduzione delle ore di buio col procedere della primavera, stagione in cui questa costellazione raggiunge la massima visibilità dopo il tramonto. Dall’emisfero australe al contrario è una figura caratteristica e tipica dei cieli dell’autunno.

Corvo | Crv

Crater, il Cratere - CRT

Il Cratere è una costellazione molto debole: solo una delle sue stelle supera la quarta magnitudine, mentre il resto della figura della costellazione è delineata da stelle di quarta e quinta grandezza; ciò significa che è virtualmente invisibile da ogni cielo cittadino, e che può essere difficile da osservare anche sotto cieli bui e non inquinati. La sua posizione può essere scorta con qualche difficoltà una ventina di gradi a sud delle stelle più orientali del Leone, come Denebola, o a occidente della Vergine; nonostante ciò si tratta di una costellazione antica e ben nota fin dall’epoca dell’antica Grecia.

Nel cielo serale la sua massima visibilità ricade nei mesi della primavera boreale, fra la fine di febbraio e l’inizio di luglio al massimo; nonostante si trovi solo pochi gradi a sud dell’equatore celeste e dunque sia visibile per intero da quasi tutte le regioni popolate della Terra, la sua osservazione nelle ore della sera dall’emisfero nord risulta penalizzata a causa della progressiva riduzione delle ore di buio col procedere della primavera. Dall’emisfero australe, al contrario, la sua visibilità è facilitata dall’allungamento delle notti.

Cratere | Crt

Hydra, l'Idra - HYA

La costellazione si snoda parallelamente alla scia della Via Lattea, ma sempre ad una ventina di gradi di distanza media da essa; nonostante la sua grandezza, contiene solo una stella ragionevolmente luminosa (Alphard, α Hydrae), visibile con facilità in una zona priva di stelle luminose una ventina di gradi a sud di Regolo, nel Leone; gran parte della costellazione infatti giace in aree buie, prive di stelle di una certa entità.

Il gruppo di stelle che rappresentano la testa è la parte più facilmente riconoscibile e si individua a sud del Cancro; si tratta di una concentrazione di sei stelle di magnitudine 3 e 4 molto vicine fra loro e formanti una sorta di pentagono deformato. Da questo gruppo è possibile seguire un vago allineamento di deboli stelle che dopo aver superato Alphard (il cuore dell’Idra) conducono prima alla λ Hydrae e poi alla ν Hydrae, entrambe di magnitudine 3. La figura prosegue quindi decisamente verso sud, fino a raggiungere la debole ma isolata ξ Hydrae, a sud del Cratere, per poi incunearsi fra la Vergine e il Corvo, a nord, e il Centauro, a sud; la coda termina infine in prossimità della Bilancia, dopo essersi distesa a sud delle costellazioni zodiacali di Leone e Vergine.

Il periodo più adatto alla sua osservazione nel cielo serale ricade fra i mesi di marzo e giugno, ossia quando è visibile per intero; essendo inoltre una costellazione contenuta quasi interamente nell’emisfero australe, alle latitudini settentrionali si presenta sempre piuttosto bassa sull’orizzonte. Dall’emisfero sud la sua visibilità è leggermente maggiore, ma permane la limitazione nel poterla osservare per intero, a causa della sua estensione specialmente in ascensione retta.

Idra | Hya

Leo, Leone - LEO

Il Leone è una grande costellazione zodiacale dell’emisfero nord, individuabile con facilità nei mesi fra dicembre e giugno; nell’emisfero boreale, la sua presenza ad est dopo il tramonto indica il prossimo arrivo della primavera, mentre nell’emisfero australe diventa una costellazione tipica dei cieli tardo-estivi e autunnali. Le sue stelle principali formano un grande trapezio, al quale è connesso un famoso asterismo, noto come La Falce, composto da Regolo, η Leonis e Algieba, assieme alle stelle più deboli Adhafera (ζ Leonis), Ras Elased Borealis (μ Leonis) e Ras Elased Australis (ε Leonis).

Anticamente la costellazione era più estesa: la parte della testa comprendeva la parte settentrionale del Cancro e della Lince, mentre la parte terminale della coda era rappresentata dalla famosa chioma di stelle che ora fa parte della costellazione della Chioma di Berenice.

La stella principale è Regolo, una stella azzurra di prima grandezza, l’unica così luminosa a trovarsi ad appena 0,5° dall’eclittica; frequentemente la si può osservare in coppia con dei pianeti, in rari casi persino in congiunzione con essi, ed è frequentemente occultata dalla Luna. Assieme a Aldebaran, Antares e Fomalhaut forma il quartetto di stelle note in antichità come “le stelle regali”.

Leone | Leo

Leo Minor, Leone Minore - LMI

Il Leone Minore si trova tra il Leone e l’Orsa Maggiore e fu formato con stelle deboli che non appartenevano a nessuna costellazione. Le sue stelle più brillanti sono solo di quarta grandezza e non ci sono leggende associate ad essa.

Cosa curiosa, il Leone Minore non ha una stella Alfa, sebbene ci sia una Beta del Leone Minore. Ciò sembra dovuto a una svista dell’astronomo inglese del XIX secolo Francis Baily. Hevelius non classificò nessuna delle stelle delle costellazioni di sua invenzione, così quest’operazione fu compiuta 150 anni più tardi da Baily. Baily assegnò la lettera Beta alla seconda stella in ordine di brillantezza del Leone Minore, ma per errore lasciò senza lettera la più brillante. Secondo lo storico R. H. Allen, Hevelius diede a questa stella il nome Praecipua, che significa «principale», ma la denominazione non si diffuse mai.

Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra gennaio e giugno, alla pari dell’adiacente Leone; essendo una costellazione boreale, gli osservatori posti a nord dell’equatore sono molto più avvantaggiati, sebbene la declinazione della stessa non sia particolarmente settentrionale, tanto da poter essere osservata, seppur con qualche difficoltà, anche dalla fascia temperata australe.

Leone Minore | Lmi

Libra, la Bilancia - LIB

Si tratta di una costellazione relativamente poco appariscente; sebbene le sue stelle principali siano di magnitudine 2, le brillanti costellazioni della Vergine e dello Scorpione, fra le quali la Bilancia si trova stretta, contribuiscono ad oscurarla. Si trova interamente nell’emisfero australe, anche se la parte più settentrionale giace quasi a cavallo dell’equatore celeste.

Le stelle α e β Librae rappresentavano in antichità le due chele dello Scorpione, come testimoniano i nomi arabi Zubenelgenubi e Zubeneschamali (chela nord e chela sud); oggi invece rappresentano i due piatti della Bilancia, ed infatti sono riportati per queste stelle anche i nomi Kiffa borealis e Kiffa australis, ossia il piatto nord e il piatto sud.

Il periodo più adatto per la sua osservazione è compreso fra i mesi di aprile e luglio, dall’emisfero boreale, e per qualche mese in più da quello australe; gli osservatori dell’emisfero nord sono svantaggiati anche perché il periodo di massima visibilità coincide col progressivo aumento delle ore di luce nelle sere primaverili, fatto che riduce notevolmente le ore per la sua osservazione.

Bilancia | Lib

Sextans, il Sestante - SEX

Il Sestante è una piccola e oscura costellazione a cavallo dell’equatore celeste, creata in epoca moderna assieme a tante altre costellazioni che rappresentano strumenti tecnologici; non possiede alcuna stella luminosa, dato che la più brillante è anche l’unica che raggiunge la quarta magnitudine, pertanto la sua individuazione può risultare difficoltosa. La posizione in cui si trova può essere individuata comunque con facilità grazie alle brillanti stelle del Leone, e corrisponde alla regione priva di stelle cospicue situata a sud della luminosa Regolo; per scorgerne le componenti è necessario un cielo buio e possibilmente senza Luna. L’eclittica transita a circa un grado dall’angolo nordorientale della costellazione.

Grazie alla sua posizione equatoriale, il Sestante è comunque visibile nella sua totalità in cielo dalla maggior parte della superficie terrestre, tra +80° e -80° di latitudine; il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale coincide con quello in cui si osserva il Leone, ossia nei mesi dell’inverno e della primavera boreale, fra fine gennaio e metà giugno. Dall’emisfero australe è invece osservabile dalla fine dell’estate all’inizio dell’inverno.

Sestante | Sex

Virgo, la Vergine - VIR

La costellazione si trova a cavallo dell’equatore celeste, a nord della coda dell’Idra e del Centauro; la Vergine domina i cieli da febbraio fino a luglio, e contiene al suo interno alcune stelle molto luminose. Con un’estensione di 1294 gradi quadrati di volta celeste, è la seconda costellazione più estesa del cielo, dopo l’Idra.

Storicamente la costellazione è stata associata al periodo dei raccolti, come la mietitura (da cui deriva il nome della stella “Spica”, visibile dopo il tramonto verso ovest in estate) e la vendemmia (da cui deriva, ad esempio, il nome della stella “Vindemiatrix”, che 2000 anni fa, a causa della precessione degli equinozi, precedeva il sorgere del Sole nel mese di settembre). La Vergine giace in una regione lontana dalla scia luminosa della Via Lattea, pertanto è possibile osservare un gran numero di galassie; in questa direzione è stata anche scoperta nel 2005 una corrente stellare forse associata a un’antica galassia nana cannibalizzata dalla nostra.

La stella più prominente è Spica (α Vir), che rappresenta una spiga di frumento in mano alla Vergine; questa stella è facile da localizzare, perché può essere trovata facilmente seguendo il timone del Grande Carro verso Arturo e continuando la stessa curva. Inoltre, Spiga costituisce il vertice più meridionale dell’asterismo detto Triangolo di Primavera, che comprende anche Arturo e la più debole Denebola, nel Leone.

Vergine | Vir

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