atlante stellare per costellazione
La costellazione si individua con facilità in quanto α Andromedae, la “testa” di Andromeda, è la stella a nordovest del brillante asterismo del Quadrato di Pegaso; la costellazione si estende poi continuando a nord-ovest del Quadrato, seguendo un allineamento di stelle di seconda e terza magnitudine, arrivando sin quasi a lambire la scia luminosa della Via Lattea del nord.
Le sue dimensioni sono notevoli ma nella parte orientale, nella regione attorno alla Galassia di Andromeda, si trovano solo stelle deboli, massimo di quarta grandezza.
La sua individuazione è facilitata anche dalla presenza della caratteristica figura di Cassiopea, posta più a nord; in generale, si può affermare che anche lo spazio privo di stelle luminose situato fra Cassiopea e Pegaso fa parte di Andromeda.
Quella di Pegaso è una grande e ben nota costellazione del cielo boreale; le sue tre stelle più brillanti, assieme a Sirrah (α And), formano un quadrilatero detto il Quadrato di Pegaso, un celeberrimo asterismo facilmente riconoscibile in cielo anche dalle aree urbane. A questa si aggiunge Enif, una stella da seconda magnitudine, più altre di terza e quarta grandezza, che delineano la costellazione ad est del Cigno e della Freccia.
L’area di cielo occupata dalla costellazione non è particolarmente ricca di stelle di fondo, non essendo sovrapposta alla scia della Via Lattea e in particolare il Quadrato appare quasi privo di stelle di fondo.
Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra luglio e gennaio; dall’emisfero nord è una delle più classiche e riconoscibili figure del cielo delle notti autunnali, quando Pegaso si presenta alta nel cielo assieme a Cassiopea.
Dall’emisfero sud la sua visibilità è leggermente ridotta, sebbene la sua declinazione non sia particolarmente elevata, e anzi la parte meridionale della costellazione giaccia a pochi gradi dall’equatore celeste.
Il Triangolo si individua con facilità a nord dell’Ariete e poco più a sud dell’area in cui si incontrano le due costellazioni di Andromeda e Perseo; in particolare, lo si può rintracciare a metà via sulla linea che congiunge le stelle Hamal (α Arietis) e Alamach (γ Andromedae). Nonostante le ridotte dimensioni, la sua individuazione non presenta particolari difficoltà, grazie al fatto che le sue tre stelle principali sono piuttosto ravvicinate fra loro, risaltando più facilmente alla vista. La distanza dalla scia del piano galattico non consente la presenza di ricchi campi stellari di fondo, ma ciò favorisce l’osservazione delle galassie esterne.
Il periodo più propizio per la sua osservazione ricade nei mesi compresi fra ottobre e marzo, sebbene nell’emisfero boreale sia osservabile anche per più tempo, dalla fine dell’estate alla primavera inoltrata; dall’emisfero australe la sua osservazione presenta delle difficoltà maggiori, dovute anche all’aumento delle ore di luce nei mesi compresi fra ottobre e dicembre.
L’Aquario è una costellazione di grandi dimensioni, attraversata dal Sole da fine febbraio a metà marzo; è formata da un vasto insieme di stelle poco luminose, specialmente nella parte orientale, caratteristica che avrebbe suggerito l’idea di un’autentica “cascata” di stelline, che in effetti rappresentano l’acqua che scende a fiotti da un’urna. La parte più settentrionale della costellazione giace sull’equatore celeste, mentre gran parte di essa si trova nell’emisfero australe; nonostante ciò, è osservabile con facilità da quasi tutte le aree popolate della Terra. Nell’emisfero boreale è una figura tipica dei cieli autunnali, mentre a sud dell’equatore la sua presenza nel cielo dopo il tramonto indica l’avvicinarsi della stagione estiva.
L’Aquario contiene stelle relativamente poco luminose nonostante la sua estensione, le più brillanti delle quali sono dislocate nella parte nordoccidentale; la parte sudorientale viene a trovarsi al centro di una regione di cielo povera di stelle appariscenti, così dalle aree urbane appare come una zona di cielo “vuota”. Sotto un cielo buio sono invece osservabili fino a un centinaio di stelle deboli, per lo più di quinta grandezza, molte delle quali disposte a concatenazioni non rettilinee di tre.
Dall’Aquario si originano due sciami meteorici: le Eta Aquaridi (4 maggio) e le Delta Aquaridi (28 giugno), entrambi composti da circa 20 meteore all’ora.
Si tratta di una costellazione di dimensioni relativamente contenute: occupa infatti 441 gradi quadrati di volta celeste, ossia poco più della metà del vicino Toro. Le sue stelle sono tuttavia abbastanza appariscenti, in particolare Hamal (α Arietis) e Sheratan (β), entrambe di magnitudine 2; altre stelle importanti sono Mesarthim (γ1) e Botein (δ). Tranne quest’ultima, le sue stelle più luminose si concentrano nell’angolo nordoccidentale della costellazione.
L’Ariete si individua con facilità poco a ovest delle Pleiadi e a nord della grande costellazione della Balena. Nella parte nordorientale dell’Ariete nei secoli passati era stata creata una piccola costellazione chiamata Mosca Boreale, caduta poi in disuso e definitivamente soppressa nel 1930; ciò ha comunque comportato un’anomalia nella nomenclatura delle sue stelle.
La costellazione diventa visibile nel cielo serale alla fine dell’estate boreale (settembre) e resta visibile per tutto l’autunno e l’inverno, fino al mese di marzo; dall’emisfero australe invece la sua visibilità è più limitata, anche a causa dell’incremento delle ore di luce nei mesi compresi fra ottobre e dicembre, ossia in quei mesi di massima visibilità nel cielo serale.
La Balena è una costellazione di vaste dimensioni; si estende per gran parte nell’emisfero australe, ma è ben osservabile anche dall’emisfero nord. Si individua a sud dell’Ariete e dei Pesci, grazie alla presenza di due stelle di seconda magnitudine: α Ceti (Menkar) e β Ceti (Deneb Kaitos o Diphda); in particolare, a sud dell’Ariete è individuabile un cerchio di stelle che costituisce la testa dell’animale, mentre il resto del corpo si trova a sudovest di questo asterismo.
La costellazione giace lontano dalla scia luminosa della Via Lattea, dunque è priva di campi stellari di fondo; l’eclittica passa molto vicina all’estremità nordoccidentale della Balena, perciò alcuni pianeti e la Luna possono transitarvi brevemente.
Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale è compreso nei mesi fra settembre e gennaio; gli osservatori dell’emisfero sud sono leggermente più avvantaggiati, grazie alla declinazione australe di buona parte della costellazione. Dall’emisfero nord è visibile completamente fino a 65°N, ossia poco a sud del circolo polare artico.
L’asteroide 4 Vesta fu scoperto in questa costellazione nel 1827.
La Lucertola è una costellazione minore situata nell’emisfero settentrionale, che alle latitudini medie boreali si presenta in parte circumpolare, ossia non tramonta mai completamente.
Si estende sul lato meridionale della scia della Via Lattea boreale, in un tratto pure piuttosto appariscente, a sud di Cefeo; nonostante ciò, tuttavia, non contiene né stelle luminose, né oggetti di particolare rilievo, se non dei ricchi campi stellari, specialmente nella parte più settentrionale. Le sue stelle principali sono di quarta e quinta magnitudine e sono disposte a zig-zag in senso nord-sud.
La costellazione è ben osservabile dall’emisfero boreale durante quasi tutte le notti dell’anno, ad eccezione di quelle di inizio primavera, quando sta sempre rasente l’orizzonte; il periodo più propizio per la sua osservazione va da luglio a dicembre, quando si trova alta nel cielo. Dall’emisfero australe al contrario la sua visibilità è fortemente limitata e più essere osservata per intero solo a partire dalle regioni più settentrionali della fascia temperata, oltre che a quella tropicale.
Perseo è una costellazione di dimensioni medio-grandi, estesa fra Andromeda e il brillante pentagono dell’Auriga; è composta da 136 stelle visibili a occhio nudo, molte delle quali riunite in tre gruppi di stelle, il più notevole dei quali è quello di Mirfak (o Algenib, α Persei), verso nord e coincidente con una brillante associazione stellare. Gli altri due gruppi sono centrati uno sulla stella Algol (β Persei) e l’altro sulle due stelle ε Persei e ζ Persei.
La caratteristica più notevole di Perseo è quindi un triangolo composto dalle stelle α, β e ε Persei, il cui vertice settentrionale è formato dalla stella Mirfak. Si individua bene, nell’emisfero boreale, nei mesi fra settembre e marzo, grazie al gran numero di stelle di terza e quarta magnitudine che la compongono, in massima parte di colore blu-azzurro, e grazie alla sua posizione, molto settentrionale. Dall’emisfero australe si può osservare invece bassa sull’orizzonte e nelle regioni più meridionali diventa progressivamente invisibile.
La parte settentrionale della costellazione ospita diversi addensamenti di stelle grazie alla presenza del piano della Via Lattea, che tuttavia in questo tratto appare fortemente oscurata e dunque poco luminosa: questa infatti entra in Perseo da nordovest già in gran parte depauperata dei classici campi stellari che l’accompagnano, se si esclude il ricchissimo addensamento centrato attorno al Doppio Ammasso; verso il centro della costellazione la sua scia luminosa è quasi impercettibile, mentre riprende ad essere più visibile sul confine con l’Auriga.
I Pesci è una costellazione piuttosto debole, la meno appariscente fra le costellazioni zodiacali: la stella più luminosa, η Piscium, ha una magnitudine apparente di solo 3,6. α Piscium è chiamata Alrisha, “il nodo”, che sarebbe il nodo che tiene assieme i due pesci.
La costellazione si estende a sudest del Quadrato di Pegaso, il grande asterismo che domina le notti autunnali nell’emisfero nord; la parte più facilmente riconoscibile è il gruppetto di stelle disposte a cerchio a sud del Quadrato, rappresentante uno dei due pesci e composto in prevalenza da astri di quarta magnitudine. Il punto in cui l’eclittica attraversa l’equatore celeste andando verso nord, il punto vernale o equinozio di primavera, si trova a circa 8° a sud della stella ω Piscium.
Gran parte della costellazione sta nell’emisfero nord, così da essere osservabile per buona parte dell’anno (da agosto a inizio marzo) dall’emisfero boreale; nell’emisfero sud invece è leggermente meno osservabile.
Il Pesce Australe ha delle dimensioni molto ridotte, ma nonostante ciò è identificabile con facilità, a sud del Capricorno e dell’Aquario, grazie alla brillante Fomalhaut, una stella di magnitudine 1,16; questa stella, considerata una delle quattro stelle regali dell’astrologia (assieme a Aldebaran, Regolo e Antares), possiede un sistema planetario e un disco di detriti, e inoltre, grazie alla precessione degli equinozi, si troverà nell’emisfero boreale celeste fra circa 6000 anni. La luminosità di Fomalhaut viene esaltata inoltre dal fatto che si trova in una regione di cielo priva di stelle luminose. Se si considera che anticamente la coda del Pesce Australe cadeva nell’attuale costellazione del Microscopio, creata in epoca moderna, l’asterismo riproduce abbastanza fedelmente l’idea di un pesciolino stilizzato.
Nonostante la sua declinazione attuale sia piuttosto bassa (mediamente -30°), la costellazione è ben visibile da gran parte dell’emisfero nord; il periodo migliore per la sua osservazione nei mesi serali ricade nel periodo compreso fra settembre e gennaio. La presenza della stella Fomalhaut sopra l’orizzonte meridionale dopo il tramonto indica l’avvicinarsi della stagione autunnale.
Dall’emisfero australe, di contro, la costellazione appare nei cieli serali della fine dell’inverno, e il suo progressivo abbassarsi sopra l’orizzonte occidentale dopo il tramonto indica l’arrivo dell’alta stagione.
Chiedi informazioni sulla nostra attività e diventa anche tu parte del nostro gruppo.